Curiosità
Articoli tratti dal giornale locale sulla signora Maria vedova Hellweger nel ”Pustertaler Boten” 1908
Ospiti fedeli...
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Un ringraziamento caloroso va a tutti I nostri fedeli ospiti, in particolar modo ai nostri ospiti più anziani, al Cav. Carmine Speranza, 101 anni e alla Signora Maddalena Speranza, 96 anni. |
...e anime fedeli da anni
![]() Iwan, 15 anni |
![]() Evi, 16 anni |
![]() Ali, 15 anni |
![]() Dora, 37 anni |
![]() Alexandra, 16 anni |
![]() Lisl, 37 anni |
![]() Maria, 25 anni |
![]() Viola, 15 anni |
![]() Shaip, 16 anni |
![]() Veronika, 20 anni |
Monika e Franz Kronbichler anni fa
Dalla reclame alla new promotion
La pubblicità possiede l’inevitabile capacità di voler anticipare il tempo, per allontanarsi dall’ adesso e dall’oggi”. “Moderna” in tal senso era quindi anche la reclame di una volta, che oggi ci fa sorridere; Gustosi esempi di depliant di una volta: Nel 1908, riguardo all’albergo Wissemann, venne data la notizia che “nell’albergo rinnovato all’esterno, al suo interno è stato dotato di luce elettrica.” Così come cambia la lingua, cambiano anche le esigenze: se una volta le camere per ospiti con acqua corrente e riscaldamento erano un’assoluta novità, oggi è un requisito necessario, proprio come il nostro ambiente wellness sarà la “normalità” di domani. “L’albergo completamente rinnovato con la dependance appena costruita ed arredata secondo il gusto moderno, si trova in posizione tranquilla e priva di polvere in mezzo al paese di Gais in posizione idilliaca. Camere con acqua corrente calda e fredda, riscaldamento centralizzato…” ecc. Era il tempo in cui nell’intera provincia venivano offerte “camere con comfort” – qualsiasi cosa ciò volesse dire. “Pietanze selezionate di diverso tipo, vini di qualità italiani e sudtirolesi, gelato e birra sono a disposizione degli ospiti.” Già, e il 25.4.1964 la signora Hermine scrive in modo breve e conciso ai nostri ospiti: “Egregio sig. Schauer, molte grazie per la sua richiesta. Saremmo felici di ospitarla. Solo che in alta stagione non è prevista solo camera con colazione. La pensione completa costa lire 2.200 (*) al giorno a persona. Aspettiamo ancora sue notizie e la salutiamo distintamente. Kronbichler.”* = 1,13 €
Un nome, una casa
Il nome è stato dato dalla montagna di Gais, la "Cima del Vento/Windschar", un oroglioso tremila nel gruppo delle Vedrette di Ries. Il nome tedesco originale significa"forbice del vento", è la montagna contro cui si spezza il vento del nord, portando nella valle il bel tempo. Maria Hellweger, la costruttrice della casa madre, possedeva uno spiccato senso per il marketing moderno e scelse così un nome molto appropriato, un sinonimo per il "lato positivo della vita", un luogo cordiale in cui sentirsi protetti. La leggenda di Gais
Secondo la leggenda, il nome Gais dovrebbe derivare dal termine Geiss/capra: in tempi antichi la peste infuriava nella Valle di Tures e prese con sé numerose persone ed animali. A Gais sopravvisse alla terribile pestilenza solamente una povera donnina con la sua capra, grazie al fatto che si era nutrita solamente del suo latte – in seguito all’intera zona fu dato il nome della “salvatrice”.
Gais nella Valle di Tures
I primi insediamenti risalgono dal 1800 al 1850 a.C.: sulla collina di Gais, al margine sud della fossa di Riomolino, è stato scoperto un insediamento risalente all’ età del bronzo antico. In tempi preistorici la Valle di Tures era molto più importante di oggi riguardo ai traffici. Vi passavano infatti vie di collegamento, soprattutto attraverso i passi, con il Salisburghese e gli (odierni) Tirolo del Nord e dell’Est. Gais viene citato per la prima volta in un documento nel 985 d.C. con la denominazione: Geizes, Gaizes, Gazes e infine nel 1235 Gais.





















