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Dolomiti

Dolomiti: UNESCO Patrimonio naturale dell‘umanità

La genesi delle Dolomiti vanta 250 milioni di anni di storia: nacquero come barriera corallina e oggi si ergono verso il cielo come bianche torri di roccia.

Guglie acuminate, creste frastagliate e colori inimitabili, che variano nell'arco della giornata. Al tramonto, le Dolomiti si accendono di un rosso fuoco, per passare poi al viola, prima di spegnersi nella notte – è l'Enrosadira, fenomeno accentuato dalla particolare composizione chimica della Dolomia. Uno spettacolo della natura che non conosce paragoni.

Da giugno 2009 le Dolomiti sono state inserite nel prestigioso elenco mondiale del Patrimonio Naturale dell'Umanità. Lo ha deciso l'UNESCO al proprio congresso annuale. L'Unesco è rimasta incantata dalle bellezze delle Dolomiti, come lo sono stati il grande poeta Goethe, lo scrittore Mario Rigoni Stern e l'architetto Le Corbusier. Guglie acuminate, creste frastagliate e colori inimitabili, che variano nell'arco della giornata. Al tramonto, le Dolomiti si accendono di un rosso fuoco, per passare poi al viola, prima di spegnersi nella notte – è l'Enrosadira, fenomeno accentuato dalla particolare composizione chimica della Dolomia. Uno spettacolo della natura che non conosce paragoni.

Formazione

La genesi di questo tipo di roccia carbonatica inizia attraverso l'accumulo di conchiglie, coralli e alghe calcaree in ambiente marino e tropicale (simile all'attuale barriera corallina). In particolare, questi accumuli ebbero luogo nel Triassico, circa 250 milioni di anni fa in zone con latitudine e longitudine molto diverse dall'attuale locazione delle Dolomiti, dove esistevano mari caldi e poco profondi.

Sul fondo dei mari si accumularono centinaia di metri di sedimento che si trasformarono sotto il loro stesso peso perdendo i fluidi interni e diventando roccia. Successivamente, lo scontro tra la placca europea e la placca africana (orogenesi alpina) fece emergere queste rocce innalzandole oltre 3000 m sopra il livello del mare.

Il paesaggio attuale, spigoloso e ricco di dislivelli, compare all'occhio del turista come un crogiuolo disordinato di rocce che nulla ha a che fare con le barriere coralline.

Nome

Le Dolomiti prendono il nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che per primo studiò il particolare tipo di roccia predominante nella regione, battezzata in suo onore dolomia (carbonato doppio di calcio e magnesio).

Lingue e popoli

In quasi tutte le Dolomiti si è mantenuta la lingua ladina, una sorta di lingua retoromana sviluppata dal latino volgare. Nelle valli dolomitiche dell'Alto Adige (Val Gardena e Badia) vengono parlate correttamente tutte e tre le lingue: italiano, tedesco e ladino.

Storia attuale

Durante la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) le Dolomiti divennero un fronte di confine dove si combatterono le battaglie fra i soldati italiani e quelli austriaci. Ancora oggi è possibile visitare i sentieri della Grande Guerra, le trincee e i passaggi costruiti dai soldati di entrambe le fazioni per ripararsi dalle valanghe e dalle frane.

Oggi le Dolomiti appartengono in parti uguali alle province di Bolzano, Trento e Belluno.